Aggiornamenti da Kalongo

Aggiornamenti da Kalongo

25 Gen 2016
anna e jacopo

Due voci fresche, piene di entusiasmo pur nella consapevolezza delle difficoltà sul campo: Anna e Jacopo sono due specializzandi in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva della Scuola di Specializzazione di Torino, attualmente impegnati in una missione conoscitiva presso il Father Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, in Uganda.
Obiettivo del loro viaggio è fotografare la situazione locale relativa alla sala operatoria e alla gestione anestesiologica, al fine di pianificare, insieme alla Fondazione Ambrosoli e al team di IDEA, proposte di formazione e sostegno logistico, nonchè interventi di affiancamento in loco e training on the job, secondo le esigenze evidenziate dal personale locale.
Di seguito, in breve, il loro racconto, a metà di un'esperienza che già si trasforma in un nuovo progetto.

"La nostra prima volta. Prima volta in africa, prima esperienza da volontari.
Abbiamo scelto l'ospedale di Kalongo e abbiamo scelto Idea per metterci alla prova e per provare a dare una mano. Il primo incontro con una realtà che fin ora avevamo solo seguito da lontano, dalle nostre comode case e occidentali vite a Torino. Toccare con mano quello che fin ora erano solo racconti di amici di Idea ci ha permesso di tastare la tenacia della nostra associazione che opera in difficoltà difficilmente immaginabili.

Il nostro obiettivo era l'osservazione della situazione chirurgica e anestesiologica di questo ospedale sebbene con gli occhi inesperti di giovani specializzandi.
Entrando in sala operatoria abbiamo riscontrato una grande voglia di imparare ciò che proponevamo e ogni occasione è stata buona, per noi, per portarci a casa un po' di sana esperienza sul campo. Noi, abituati agli schermi touch screen, ai presidi monouso, all ampia gamma di farmaci e di tecniche, ai monitoraggi più disparati. Loro, scarsamente consapevoli dei rischi e delle diverse possibilità ma con l'occhio sul malato, l'emocromo refertato guardando la congiuntiva (vi confessiamo che al primo "sembra pallido" del chirurgo, si è faticato a nascondere un sorriso...).

La necessità di persone formate in campo anestesiologico, chirugico e internistico che possano qui dare un aiuto concreto a fare, educare e formare il personale locale ad acquisire nuove tecniche e conoscenze è palese. La volontà è tanta, le occasioni non mancano. Sebbene giovani ed inesperti ci siamo ritrovati di fronte alla necessità impellente di passare in prima linea per permettere ai chirurghi di intervenire in emergenza-urgenza, per la cronica assenza di personale formato (2 "anestesisti" e 100 e più interventi al mese, di cui almeno 30 cesarei, spesso urgenti). La paura e il senso di inadeguatezza, hanno lasciato spazio alla concretezza dell'aiuto. Il grazie del collega chirurgo, la risata a pancia chiusa, la birretta a sala finita ci hanno rinfrancato di tutte le sofferenze viste, le incomprensioni e le difficoltà che ti assalgono appena arrivi.. La strada è tanta, tre settimane non sono nulla. Abbiamo mosso i primi passi, speriamo di iniziare a correre presto!"

Anna e Jacopo