Area Sanitaria
Progetti
- Supporto al reparto tubercolosi
come medici incaricati - Attività di supervisione
presso l'ambulatorio HIV
di St. Kizito Hospital - Creazione di un nuovo
ambulatorio HIV - Creazione di un fondo di
riserva per i farmaci antiretrovirali - Creazione di una clinica
ambulante per la somministrazione
della terapia antitubercolare (DOT) - Progetto AKORO'
- Territorio: S. Kizito Hospital, Matany
- Importo stimato: 8.000 €
- Autofinanziamento: 100%
- Area: sanitaria
- Data di avvio: febbraio 2010
- Stato: in corso
Per tutto il 2011 i medici di Idea onlus continueranno a supportare il personale locale nella gestione del reparto Tubercolosi del St. Kizito Hospital
come medici incaricati.
Oltre all'attività clinica di reparto, il compito principale dei medici sarà quello di apportare tutte le migliorie possibili alla struttura
per renderla ben funzionante ed operativa, in stretta collaborazione con l'amministrazione dell'ospedale.
Dalla seconda metà dell'anno 2011, Idea onlus si porrà come
obiettivo l'introduzione di un medico locale alla guida del reparto Tubercolosi, che affiancherà i medici italiani fino alla fine dell'anno. Tale periodo servirà come
momento di confronto e scambio per un adeguato passaggio di consegne tra i medici di Idea e il nuovo medico incaricato, al quale seguiranno, a partire dall'inizio del
2012, brevi viaggi di monitoraggio da parte di Idea onlus.
- Territorio: S. Kizito Hospital, Matany
- Importo stimato: 6.000 €
- Autofinanziamento: 100%
- Area: sanitaria
- Data di avvio: febbraio 2010
- Stato: in corso
Durante il 2011, i medici di Idea onlus proseguiranno l'attività di affiancamento ai medici locali incaricati della gestione dell’ambulatorio HIV del St. Kizito Hospital.
Gli obiettivi principali di tale intervento saranno il confronto con il personale locale, ai quali i medici di Idea non si sostituiranno se non in casi eccezionali, sulla gestione
del paziente con infezione da HIV e patologie correlate e il miglioramento della presa in carico dei pazienti.
- Territorio: S. Kizito Hospital, Matany
- Importo stimato: 20.000 €
- Autofinanziamento: 100%
- Area: sanitaria
- Data di avvio: da definire
- Stato: in attesa di finanziamento
L'attuale ambulatorio HIV presenta numerose carenze, di cui le principali sono:
- mancanza assoluta di privacy in quanto i 2 ambulatori disponibili sono comunicanti
- carenza di materiale sanitario (lettino per le visite, bilancia pesapersone, attrezzature igieniche)
- sala d’attesa inadeguata ad accogliere i pazienti che
afferiscono all’ambulatorio
L’obiettivo di Idea onlus e dell’amministrazione del St. Kizito Hospital è quello di riattare dei locali già esistenti, adiacenti alla sala operatoria ed attualmente usati come magazzino, ricavando due ambulatori separati e ben accessoriati, un’ampia sala d’attesa ed un ufficio per i counsellor.
- Territorio: S. Kizito Hospital, Matany
- Importo stimato: 20.000 €
- Autofinanziamento: 100%
- Area: sanitaria
- Data di avvio: da definire
- Stato: in attesa di finanziamento
I farmaci antiretrovirali sono normalmente forniti all’Ospedale S. Kizito dal Governo Ugandese, secondo richieste inoltrate a cadenza trimestrale dal medico responsabile della Clinica HIV. Tuttavia sono frequenti le difficoltà nell’approvvigionamento, legate soprattutto ad una discontinua disponibilità dei farmaci stessi presso la farmacia governativa centralizzata di Kampala, dalla quale si rifornisce l’ospedale. In conseguenza a ciò, pur a fronte di una teorica disponibilità e gratuità dei farmaci per tutti i pazienti che ne necessitino e siano arruolati presso la clinica di Matany, si assiste spesso ad interruzioni di terapia, con il conseguente rischio di creazione di resistenze farmacologiche (particolarmente pericolose se si considera il numero limitato di molecole dispensate dal Governo). Inoltre, la discontinuità nella terapia grava anche sulla compliance (cioè la continuità nell’assumere i farmaci) del paziente sieropositivo, spesso già difficile da ottenere a motivo di ragioni culturali (mancata accettazione della malattia, della necessità di farmaci o dei loro possibili effetti collaterali) e logistiche (costo dei trasporti, difficoltà lavorative, condizioni di salute). Nel tentativo di ovviare a tali interruzioni, che fortunatamente hanno carattere di eccezionalità, IDEA onlus si propone di creare un magazzino interno dei farmaci antiretrovirali di base in uso nella clinica, in quantità minime, ma tali da consentire di far fronte ad uno stop dei rifornimenti governativi di circa 15-30 giorni per tutti i pazienti seguiti. Sarà ritenuto responsabile della scorta interna il medico della clinica che, in collaborazione con il farmacista e con il personale medico di IDEA in loco, effettuerà la stima della quantità di farmaci necessari e ne sorveglierà le date di scadenza.
- Territorio: S. Kizito Hospital, Matany
- Importo stimato: 50.000 €
- Autofinanziamento: 100%
- Area: sanitaria
- Data di avvio: da definire
- Stato: in attesa di finanziamento
La Karamoja è una delle regioni più povere dell’Africa. Altipiano di savana brulla, è completamente priva di strade asfaltate. La mancanza di mezzi di trasporto (pochi autobus pubblici, rarissime auto private di organizzazioni umanitarie o missioni) rende difficile la comunicazione e gli spostamenti nel distretto di Matany, in particolar modo in caso di pazienti cronici, che abbiano bisogno di periodici controlli medico-infermieristici e di forniture di farmaci. Recarsi in ospedale è spesso una vera impresa: alcuni pazienti, anche in condizioni di salute precarie, impiegano più di 30 ore di viaggio, tra autobus e a piedi, per arrivare in ospedale. Spesso portano con sé tutto ciò che possiedono. Una volta in ospedale, il cortile dello stesso diventa per un paio di notti la loro casa all’aperto. E’ arduo, in un contesto simile, motivare i pazienti a rispettare il programma dei controlli e a seguire le terapie farmacologiche. I pazienti che vengono persi al follow-up – che cioè non ritornano per i controlli – sono molti. E non vi è modo per ricontattarli, anche se spesso, per loro, l’interruzione della terapia (che si tratti di AIDS o di tubercolosi) rappresenta un pericolo mortale. IDEA onlus si propone di creare una clinica mobile attrezzata che possa raggiungere i villaggi periferici, meno collegati all’ospedale. Sulla clinica opererà personale sanitario competente in grado di visitare i pazienti, consegnare i farmaci, valutare se sia necessario l’accesso all’ospedale per analisi più approfondite ed eventualmente trasportare i pazienti. Nel caso del monitoraggio dell’andamento della terapia per HIV/AIDS, saranno infermieri, medici e counsellor a gestire le visite sul territorio. La stessa clinica ambulante potrà essere impiegata anche per un’altra funzione fondamentale di implementazione dell’aderenza alla terapia. Infatti i pazienti affetti da Tubercolosi devono assumere farmaci in modo costante, almeno 3 volte alla settimana. I primi due mesi di terapia vengono somministrati in regime di ricovero ospedaliero. In seguito, però, la terapia deve essere proseguita per 4-7 mesi, a seconda del tipo di localizzazione dell’infezione. Se il paziente non è costantemente seguito, spesso smette di assumere la terapia prima del termine previsto, con rischi di ripresa dell’infezione, diffusione della stessa tra i contatti stretti e rischi di creazione di resistenze ai farmaci. La clinica ambulante, analogamente a quanto proposto per l’HIV/AIDS, potrebbe anche per i pazienti con TB rappresentare un’alternativa all’accesso costante in ospedale, grazie alla presenza di un infermiere dedicato alla somministrazione di questi farmaci.
- Territorio: S. Kizito hospital, Matany
- Importo stimato: 11.000 €
- Autofinanziamento: 100%
- Area: sanitaria
- Data di avvio: febbraio 2011
- Stato: in corso
Da circa 12 mesi, medici volontari di Idea onlus e dell’Università di Torino prestano gratuitamente il loro servizio presso il St. Kizito Hospital, in particolare presso il reparto per pazienti con Tubercolosi in qualità di medici incaricati, in stretta collaborazione col personale locale, e presso la clinica per pazienti affetti da HIV/AIDS.
Dall’inizio dell’attività in loco, la criticità maggiormente rilevata da tutto il personale medico volontario, identificata in primis dal personale locale e dall’Amministrazione ospedaliera, è relativa alle carenze nutrizionali dei pazienti.
Adulti e bambini soffrono spesso di denutrizione o malnutrizione gravi, che impediscono un pieno recupero anche dopo corretto e completo trattamento dell’infezione. Per i pazienti affetti da tubercolosi, in particolare, tali problemi nutrizionali, presenti al momento del ricovero, tendono ad aggravarsi durante il periodo della degenza ospedaliera, prolungata per le caratteristiche della malattia. Infatti, durante il ricovero – che spesso dura due mesi o più- il compito di provvedere alla preparazione dei pasti spetta ai parenti, mediante utilizzo di cibo ed attrezzature da cucina personali, nei luoghi in comune dell’ospedale (cortile).
Si stima che attualmente il 30% dei ricoverati soffra di denutrizione grave, ed un ulteriore 40% di malnutrizione in vari gradi di gravità. Circa il 50% dei pazienti malnutriti presenta confezione TB/HIV.
Da anni l’ospedale provvede, in collaborazione con onlus europee e non, al supporto nutrizionale di tutti i pazienti ricoverati, in particolare dei più vulnerabili. In particolare, sono in atto particolari programmi nutrizionali per i bambini malnutriti (ricoverati in un’unità dedicata annessa al reparto pediatrico, supportata dall’UNICEF attraverso la fornitura di latte ad elevato contenuto proteico) e per i pazienti affetti da TB. Il supporto del World Food Program è recentemente stato ridotto ad una sola supplementazione episodica, del tutto insufficiente rispetto alle reali esigenze.
Per quanto prezioso, quanto fornito sino ad ora (in calo rispetto agli anni precedenti a motivo della mancanza di finanziamenti adeguati) non è sufficiente al sostentamento dei pazienti.
In accordo con l’Amministrazione ospedaliera del S. Kizito, si propone di implementare quanto già in atto, in modo da ottimizzare l’apporto nutrizionale ai pazienti più critici, individuati dal personale medico.
Nel mese di febbraio 2011 è iniziato fattivamente il finanziamento economico al progetto, iniziato con una certa urgenza a causa delle necessità dei pazienti.
Ci si propone inoltre in una seconda fase (dal mese di settembre 2011) di dotare l’ospedale di un locale cucina da mettere a disposizione dei parenti dei pazienti ricoverati, al fine di rendere più agevole la preparazione del cibo, sino ad ora cucinato su fornelli da campo privati, nei cortili adiacenti ai vari reparti di degenza
Costi:
- a carico di IDEA onlus: costo dei generi alimentari (12 mesi -> 11.000 €)
- a carico del S. Kizito Hospital:
- Personale dedicato all’effettuazione degli ordini dei generi alimentari
- Costo dei mezzi di trasporto sino all’ospedale
- Personale dedicato alla distribuzione del cibo
- Costi necessari alla preprazione del cibo (materiale di combustione per fuoco).
Dettaglio dei costi dei cibi (in Scellini Ugandesi; 1 euro = 3.100 US):
| Descrizione | Kg/mese | Prezzo/unita' (US) | Kg totali/anno | Prezzo totale (US) |
|---|---|---|---|---|
| Mais | 500Kg | 1.500 | 6.000Kg | 9.000 |
| Fagioli | 250Kg | 2.500 | 3.000Kg | 7.500 |
| Olio | 100L | 3.000 | 1.200L | 3.600 |
| Zucchero | 200Kg | 3.000 | 2.400Kg | 7.200 |
| Riso | 200Kg | 2.000 | 2.400Kg | 4.800 |
| Carne | 12Kg | 5.000 | 144Kg | 720 |
| Totale | 32.820 |